Cari viandanti della rete e dell'insolito, ho appena terminato una lettura che definire "romanzo" sarebbe riduttivo, perché non si limita a narrare una storia, ma sembra piuttosto officiare un rito.
Sento il bisogno di parlarvene, pur sapendo che certi segreti vanno protetti per permettervi di goderne appieno.
Il libro in questione è "Morte astrale. La profezia della lapsit" edito da Alessandro Polidoro, la magnetica incursione narrativa di Franco Pezzini. Perché dovreste leggerlo? Innanzitutto per la firma. Se mi seguite abitualmente, sapete già che non faccio nomi a caso.
Prima di accennare alle atmosfere del testo, quindi vorrei rendere omaggio alla statura dell'autore.
Chi frequenta i sentieri del Fantastico sa bene che Pezzini non è un semplice scrittore: è, senza iperbole, il massimo esegeta del Gotico e dell'immaginario orrifico nel nostro panorama culturale (Lui forse non approverebbe, essendo molto modesto, questa mia definizione).
La sua erudizione, che spazia dal Diritto Canonico all'antropologia del mito, funge qui da architrave a una narrazione che possiede la precisione di un trattato e il respiro di un'epopea oscura, rendendo la finzione così densa da sembrare reale.
Senza nulla sottrarre al piacere della scoperta, atto che in queste pagine si fa quasi iniziatico, Morte astrale ci conduce in Europa di inizio Novecento sospesa tra positivismo e abisso.
Dalla Londra dei circoli esoterici alle pietre millenarie della Sicilia ancestrale, l'opera esplora il concetto di "morte astrale" non come espediente di genere, ma come soglia filosofica e metafisica.
Ho assaporato questo romanzo con vero entusiasmo e lo consiglio a chi ricerca una prosa elegante, capace di nobilitare il Fantastico elevandolo a letteratura colta e stratificata; a chi desidera immergersi in una geografia dell'altrove, dove il confine tra il sogno, il piano astrale e la realtà storica si fa sottile e inquietante;
a chi nutre un interesse per le trame iniziatiche, i simboli della tradizione e le architetture segrete del pensiero occulto.
Affidarsi a Franco Pezzini significa accettare di guardare nell'ombra con occhi nuovi.
È un invito a riscoprire la magia e il mistero che abitano le pieghe della nostra storia, narrato da colui che, di tali oscurità, possiede le chiavi interpretative più lucide.
Un’opera necessaria, per chi non teme la vertigine dell'ignoto.
Shikanu'